Scheda di Bevagna [2667 accessi]
Info generali:
Bevagna è una città della Valle Umbra nota per le tele pregiate che vi si producevano, chiamate "bevagne". La città è circondata da una fertile pianura ricca di acque (latis Mevania pratis, canta Silio Italico). Pregiati sin dall'antichità erano i buoi cantati, tra gli altri, da Virgilio, Giovenale e Properzio. Noti erano anche i vini delle vigne che si estendevano sulle sue colline e che oggi sono tornati in grande auge specie dopo che il "Rosso di Montefalco" prodotto in tutta la zona è stato dichiarato DOC. Vino caratteristico di Montefalco e dell'area circostante è il Sagrantino riconosciuto "di origine controllata e garantita". Il corso d'acqua principale è il Topino (l'antico Timia), che un tempo lambiva la città ma fu deviato nella pianura nel 1600, ora divide il territorio bevanate da quello di Spello. L'abitato è invece bagnato dal Clitunno che presso la città si riunisce al Teverone prendendo il nome di Timia e corre fino a Cannara, dove si getta nel Topino.
Notizie storiche
L'umbra Mevania viene ricordata per la prima volta in occasione di uno scontro tra Umbri e Romani nel 308 a.C.; sono stati però ritrovati resti di un insediamento locale già del VII secolo a.C. Dopo la conquista romana dell'Umbria, agli inizi del III secolo a.C., Mevania, come altre comunità della regione, divenne alleata di Roma, giovandosi della sua collocazione sulla via Flaminia, costruita nel 220 a.C., per unire Roma a Rimini. Dopo il 90 a.C. ottenne la cittadinanza romana ed ebbe le strutture amministrative di un municipio. Fiorì soprattutto nella prima età imperiale, fra il I e il II secolo d.C., ma decadde nel tardo impero, quando il percorso della Flaminia fu deviato per Terni e Spoleto. Nel 597 entrò a far part della diocesi di Spoleto, e quindi del Ducato, di cui seguì le sorti fino al 774, quando Carlo Martello donò l'intero territorio longobardo alla Chiesa. Fu più volte distrutta: nel 590 da Ariulfo, duca di Spoleto, nell'830 e nel 915 dai Saraceni, nel 924 dagli Ungari, nel 1152 dal Barbarossa e nel 1249 dal conte d'Aquino, capitano di Federico II. Venne ricostruita grazie anche al predicatore domenicano Giacomo Bianconi, che si adoperò per sedare gli scontri tra le fazioni in lotta e fece costruire numerosi edifici religiosi. Nel 1371 passò sotto il dominio dei Trinci. Nel 1439 fu assediata dal cardinale legato Giovanni Vitelleschi e iniziò allora il governo dei legati pontifici. Nel 1530 Clemente VII vi nominò governatore Malatesta Baglioni, che diede origine ad una signoria di breve durata. Solo dopo quattro anni, infatti, Paolo III la riportò alle dirette dipendenze della Santa Sede. Dal 1552 al 1567 fu alternativamente soggetta ai Baglioni, al cardinale Borromeo e al cardinale Ferdinando de' Medici. Scarse notizie si hanno per i secoli XVII e XVIII. Sottoposta al dominio francese, nel 1799 fece parte del Dipartimento del Clitunno, nel 1809 della Prefettura del Trasimeno ed ebbe giurisdizione sui comuni di Cannara, Bettona, Montefalco e Gualdo Cattaneo. Nel 1825 ricevette il titolo di città da Leone XII.
Mappe e viste dal satellite (i link si aprono in una nuova finestra):
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