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Scheda di Gualdo Tadino     [1529 accessi]

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Info generali:

Il centro storico, nonostante le alterazioni apportate dal tempo, conserva ancora intatte le testimonianze artistiche e i valori culturali della sua tradizione; si conservano ancora monumenti e collezioni di pregio: la Cattedrale di S.Benedetto (sec. XIII) con la splendida facciata romanico-gotica, la Chiesa di S.Francesco (1315) con portale ogivale, grande Croce dipinta (sec. XIII) e affresco della Dormitio Virginis; il Palazzo del Podestà con la collezione delel opere vincitrici al Concorso internazionale di ceramica; il Museo Civico della Rocca Flea con lo stupendo polittico di Nicolò Alunno, sculture, ceramiche antiche e reperti archeologici. A Gualdo Tadino la produzione della ceramica, che attraverso i secoli ha rappresentato la linfa vitale della sua gente, continua ad essere il motore trainante della sua economia. Accanto alle tradizionali botteghe, che custodiscono i segreti dell'"arte del fuoco", sono sorte numerose aziende moderne che realizzano produzioni di grande qualità. Per la sua posizione alle falde dell'Appennino centrale umbro-marchigiano, ai piedi del Monte Serrasanta e a due passi dalla Val Sorda, Gualdo Tadino propone numerosi sentieri naturalistici, con importanti aspetti geomorfologici e storico-ambientali.

Notizie storiche

Già nell'età della pietra si hanno i primi insediamenti in zona; in particolare, a Santo Marzio sono stati trovati due famosi dischi aurei giudicati la più antica testimonianza di oreficeria che esista in Italia (XII secolo a.C.). Inoltre, studi recenti identificano l'antica Taudinum umbra, citata nelle Tavole Eugubine, nell'abitato del Colle Mori (dal VI secolo al III-II secolo a.C.) e successivamente nel municipio romano che sorgeva lungo la via Flaminia, in vocabolo Rasina. Taudinum, per la sua posizione geografica, fu soggetta al continuo passaggio di orde barbariche. Nel 552 d.C., non lontano da qui, il bizantino Narsete sconfisse il re goto Totila, che finì i suoi giorni "ad Capras", l'odierna frazione di Caprara. Dopo la sconfitta dei Longobardi e il dominio dei Franchi, il territorio fu interessato dalla calata degli imperatori tedeschi: nell'anno 996 le truppe dell'imperatore Ottone III distrussero la città dalle fondamenta, costringendo i suoi abitanti a disperdersi nei castelli del contado. Solamente nel 1180 verrà ricostruita in località Val di Gorgo, lungo le rive del Feo, con il nome longobardo di Gualdum (dal tedesco wald, bosco). L'abitato fu devastato da un colossale incendio attribuito, dalla tradizione, al personaggio femminile di noe "Bastola". Questa figura, sulla quale è stata intessuta una affascinante vicenda di streghe, tradimenti e rapimenti, è ricordata ancora oggi nella tradizionale Festa dei "Giochi de le Porte". Il periodo comunale fu di grande risveglio economico e demografico: la nascita della "terza" Gualdo è documentata dalla registrazione di un atto, datato 30 Aprile 1237, con cui l'Abate Epifanio cedette al sindaco Pietro d'Alessandro in enfiteusi perpetua il Colle di Sant'Angelo. L'abitato medioevale, ricordato da Dante nell'XI Canto del Paradiso: "Intra Tupino e l'acqua che discende/ del Colle eletto dal Beato Ubaldo,/ fertile costa d'alto monte pende,/ onde Perugia sente freddo e caldo/ da Porta Sole; e di rietro le piange/ per grave giogo Nocera con Gualdo", conobbe un notevole sviluppo grazie all'opera di Federico II che fece erigere, nel 1242, una possente cinta muraria contro gli attacchi della guelfa Perugia. La cerchia urbica era contrassegnata da quattro porte: San Benedetto, San Donato, San Martino e San Facondino (è ad esse intitolato il Palio di San Michele Arcangelo o delle Porte) e da diciassette torri di difesa. La città ebbe successivamente libere istituzioni comunali prima di essere sottomessa a Perugia, per passare poi allo Stato Pontificio nel 1458. Il 20 maggio 1378 Bartolo da Sassoferrato dettò uno dei primi statuti cittadini la cui copia, nell'originale in cartapecora, è conservata agli atti degli "Annali decenvirali" del Comune di Perugia. Nell'anno 1513, grazie alla sua posizione strategica sul confine tra i possedimenti dello Stato Pontificio e il Ducato di Urbino, Gualdo fu dichiarata da Papa Leone X sede di Legazione Autonoma e governata da Cardinali Legati fino al 1587. Nei due secoli che seguirono, la città passò sotto l'amministrazione pontificia. Nel 1833 Papa Gregorio XVI conferì a Gualdo il titolo di Città e il nome di "Gualdo Tadino" per distinguerla dai centri omonimi e a ricordo del fiorente municipio romano. Questo doppio nome testimonia la pluralità delle origini e delle anime della città, umbra, romana e longobarda, Taudinum e Gualdum. Nel XX secolo, grazie allo straordinario incremento del settore della ceramica, la città ha conosciuto un forte sviluppo economico e demografico. Oggi si presenta allo sguardo del turista on l'antico borgo medioevale sul colle di Sant'Angelo, su cui svetta imponente la Rocca Flea, notevole esempio di architettura militare medioevale.


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