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Scheda di Le mura della passeggiata (Le strade raccontano)     [955 accessi]

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Info generali:

Il Consiglio Generale, riunitosi su richiesta della cittadinanza ternana, decreta di abbattere parte delle mura che, fin dal Medioevo, circondano la città per difenderla dagli attacchi dei nemici.Le mura e le torri furono costruite nel quattordicesimo secolo con il contributo dei cittadini di parte guelfa che versarono 10 fiorini a testa, con le somme ricavate dalle multe imposte dallo Statuto Comunale e con la vendita dei beni confiscati a chi si rendeva colpevole di un grave reato. All?inizio del XV secolo, rendendosi necessari lavori di restauro alle mura, tale incarico fu affidato agli abitanti di Papigno e di Rocca San Zenone i quali dovevano procurare al Comune tutta la calce necessaria per i lavori progettati. In seguito, sempre per garantire la disponibilità del materiale indispensabile alla riparazione delle fortificazioni e delle torri, il Consiglio Generale decretò pene severe per chi veniva sorpreso a trasportare, fuori dalle mura, del materiale da costruzione (pietre sponghe e quadrelli). Il reo veniva multato con 10 ducati per soma e gli veniva sequestrato l?animale che trainava il carico. Nell?anno 1783, i ternani, ritenendo le mura non più indispensabili alla difesa della città, iniziarono a prelevare da esse il materiale da costruzione per altri edifici. Nell?anno 1785, la Congregazione del Buon Governo, per esaudire il desiderio dei cittadini che volevano godere della vista amena delle campagne circostanti, decretò la demolizione delle mura di cinta e delle tante torri che su di esse si ergevano. Alla completa distruzione delle mura contribuisce un forte e maledetto terremoto che costringe i ternani ad abbandonare le case danneggiate per trovare rifugio nelle vicine campagne. La vita della città è in pericolo: sospese le attività commerciali, agricole e artigianali. Il Comune decide di stanziare una cospicua somma di danaro per far fronte alle necessità più urgenti. La sera del 14 gennaio del 1703, dopo le una di notte, ci fu la prima tremenda scossa di terremoto ?che durò lo spazio di tempo che s?impiega a recitare il Credo?. La gente, spaventata, si rifugiò nelle piazze e nei campi; per evitare furti nelle case, il Consiglio, riunitosi nella piazza del rione Castello, nominò Caporioni in ciascun rione con compiti di sorveglianza. Il 2 febbraio ci fu un?altra scossa della durata di un ?Miserere?, e così via?.. I terremoti si protrassero per vario tempo e la loro durata veniva misurata a seconda del tempo che si impiegava a recitare una preghiera. Si ebbe così il terremoto ?dell?Ave Maria? al quale ne seguirono molti altri nella primavera e nell?estate. In questo frangente, Norcia fu completamente distrutta. Il palazzo comunale di Terni minacciava di cadere e le riunioni si tenevano all?aperto, sempre in piazza Castello. Nei vari luoghi, si verificarono ?epidemie di oftalmia, di scabbia, di vaiolo e di morti repentine per apoplessia?.


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