Scheda di Orvieto [5096 accessi]
Info generali:
La città è costruita sulla sommità di un'alta rupe di tufo situata nel mezzo di una vallata su cui scorre il fiume Paglia. Le pareti scoscese della rupe sembrano staccare Orvieto dal suolo. Per arrivare ad Orvieto si può utilizzare la strada che si inerpica sulla collina che sfocia sul parcheggio di piazzale Cahen oppure la comoda funicolare che conduce alla medesima piazza partendo da Orvieto Bassa. La storica funicolare è attiva fin dal 1800. La città è ricca di scorci che rapiscono e coinvolgono il visitatore. Le abitazioni sono costruite in tufo e le vie sono strette e fitte aprendo poi lo sguardo all'improvviso sulle piazze e sui palazzi. In Piazzale Cahen si può subito visitare il celebre pozzo di S. Patrizio che storicamente serviva a rifornire la città di acqua e la cui architettura a scala elicoidale doppia è fonte di ammirazione ancora d'oggi. Sulla medesima piazza è possibile visitare la fortezza di Albornoz. Al centro di Orvieto si trova Piazza della Repubblica nella quale è possibile visitare il Palazzo Comunale risalente al 1581. Nella stessa piazza c'è la chiesa di S. Andrea caratterizzata dal campanime dodecagonale merlato. Vicino alla Piazza della Repubblica corre Corso Cavour che sfocia sul palazzo dei Sette e sulla torre del Moro alta più di quaranta metri, dalla quale è possibile godere di una vista panoramica della città e della vallata sottostante. Sulla torre è collocato un orologio che batte le ore suonando la campana posta sulla sommità. Lungo corso Cavour si trova il celebre teatro Mancinelli il cui interno è finemente decorato e caratterizzato da quattro ordini di palchi. L'attrattiva turistica primaria di Orvieto è rappresentata dallo splendido duomo: uno dei capolavori dell'arte Gotica in Italia. La chiesa si apre su di un'ampia piazza nella qauale la celebre facciata ricca di mosaici e bassorilievi svetta imponente. Le pareti interne ed esterne (ad eccezione della facciata) sono realizzate con marmi bianchi e neri alternati e questo conferisce alla struttura un effetto prospettico molto interessante. Lungo le pareti vi sono opere pittoree e scultoree di grande rilievo a cura di Ippolito Scalza, Lippo Lemmi, Benozzo Gozzoli, Luca Signorelli e numerosi altri. Nella piazza del duomo è possibile visitare il museo dell'opera del duomo, il museo Etrusco "Claudio Faina" e il museo Emilio Greco. Orvieto offre la possibilità, mediante visite guidate, di visitare l'insieme di grotte e cunicoli scavati nel tufo e che corrono sotto la città stessa.
Notizie storiche
La città di Orvieto è insediata su una rupe che domina la pianura, nella quale scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali. Notizie attendibili riguardanti i primi insediamenti umani risalgono al VII secolo a.C., ma è da ritenersi che il luogo fosse già abitato sin dall'Età del bronzo e del ferro. [modifica] Periodo Etrusco Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze epolemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo econimico, di cui beneficiavano principlamente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale. Periodo Romano Ma tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio, sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro, si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia). Veduta di Orvieto Libero Comune Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti. Le lotte interne Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto: nel 1216 Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi di Francia, presente Papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assogettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle provincie più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a Delegazione Apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia
Mappe e viste dal satellite (i link si aprono in una nuova finestra):
|Daily terra| Geabios| Multimap| Google Earth|







