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Scheda di Via Aminale (Le strade raccontano)     [1786 accessi]

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Info generali:

Via Ludovico Aminale prende il nome dal condottiero che ha partecipato alla disfida di Barletta sotto il comando di Prospero e Fabrizio Colonna. Siamo nel 1503; in Italia tira vento di guerra: Carlo VIII, re di Francia, desideroso di espandere il proprio dominio, è sceso con il suo esercito nel regno di Napoli, governato da Ferdinando II. Quest'ultimo, dopo aver donato Barletta e alcune città della costa adriatica ai veneziani, per avere da loro un appoggio, ottiene un aiuto insperato da Consalvo da Cordova, condottiero spagnolo, che riconsegna la città al regno di Napoli e offre alleanza militare a Ferdinando II. La scintilla scoppia nel mese di gennaio quando i francesi inviano un loro messaggero a Barletta per contrattare il rilascio di alcuni soldati fatti prigionieri dagli spagnoli. Tra gli italiani, presenti nell'esercito spagnolo, ed i francesi volano offese ed insulti tali da sfociare in una sfida che vede schierati, l'uno contro l'altro, tredici campioni dei rispettivi eserciti. La disfida ha luogo in un territorio compreso tra le città di Barletta, Andria e Corato. Ogni cavaliere sconfitto deve consegnare al vincitore 100 corone d?oro, le armi, il cavallo e la propria armatura. Tra i tredici campioni italiani, capitanati da Ettore Fieramosca, è presente Ludovico Aminale da Terni il quale, con il suo coraggio, ha contribuito alla gloriosa vittoria della disfida. Terminata la disfida, Ludovico Aminale chiese a Prospero Colonna il permesso di ritornare subito a Terni per dare la notizia della vittoria alla sua amata Biancofiore che, sembra, abitasse in Via dell?Arringo, la stessa nella quale era nato, da un modesto falegname, il coraggioso cavaliere. Così Ludovico salì a cavallo e si diresse verso Terni; arrivato vicino a casa di Biancofiore, vide la bellissima ragazza scambiare gesti affettuosi con un altro giovane, in un angolino della strada. Disperato, Ludovico dette di sprone al cavallo e fuggì lontano da Terni; di lui non si seppe più nulla. La leggenda vuole che sia morto, ucciso dai briganti.


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